Oggi Minzo
Adesso che il Minzolini inteso er Minzo trasloca là dove allocava il Riotta detto Riotta’s, ci sarà a Montecitorio gran concorso di vedovanza giornalistica per pertugi e divani, corridoi e barbieri, buvette e consiglieri del Principe – avendo spesso, l’articolo minzoliniano, questa caratteristica del “consigliere del Principe” che, a portata di supplì, svela gli arcana imperii quotidiani. E’ la prima volta di un retroscenista al tiggìuno.

Capostipite fu Guido Quaranta, firma mito dell’Espresso. E infatti, quando li vedevano passare insieme, qualcuno mormorava: “Eccoli, Quaranta e Trentanove”. Poi Minzolini precisò: “Quarantuno, casomai…”. Perciò, grandi aspettative crea il suo arrivo. Intanto, vorrà rimettere al coperto i poveri cronisti parlamentari che per le dirette del suo tiggì Riotta ha piazzato all’aperto davanti a Montecitorio – sole e pioggia, notte e giorno: manco i vasetti di basilico alla finestra – a contendersi il posto con stralunati che passano leccando il gelato, facendo ciao ciao e toccando il culo alla fidanzata. Ogni sera, alle venti, una scena e una pena. Opportuna, e comunque temeraria, la scelta del Cav. Avendo granitici mastini liberal-forzisti-silvisti disposti all’accasermamento a Saxa Rubra, ha fatto la mossa laterale, e se Minzo ha finora dato più soddisfazioni che preoccupazioni, non è detto che in capo a qualche mese – riparati tra le mura istituzionali i vaganti cronisti e felicemente annotata e debitamente esaltata la trionfale vittoria alle europee – non dia qualche grattacapo.
Cronista non gregario, potrebbe avere ricadute inattese. E se ora il Cav. ha una chioma che merita considerazione e inquadratura, e né l’una né l’altra mancheranno, Minzo ha netto il ricordo degli addominali dalemiani, la cui consistenza in pieno Transatlantico Massimo gli garantì dovuta al ritmo di centinaia di quotidiane flessioni – e lui annotò. Oppure la giovanile partecipazione a “Ecce Bombo” di Nanni Moretti – casomai riprova che non solo nel campo fiction pesca il Cav. E si riconferma che a poco servono, a chi mai vorrebbe servirsene, i famosi garanti messi a garanzia qua e a garantire là, nonostante la paginata su Repubblica che ieri dava conto degli immensi sforzi intrapresi e dell’immane tenzone praticata dal presidente Paolo Garimberti nella perigliosa situazione. A Minzolini l’augurio che Riotta gli abbia almeno lasciato, oltre ai cronisti erranti, la sua strepitosa stiratrice di camicie…